La nostra storia

Chi siamo:

Più di cento anni di storia, più di cento anni di solidarietà, di sacrificio, di abnegazione, più di cento anni al servizio dell’Umanità. Dapprima volta al soccorso dei feriti in guerra, la Croce Rossa è oggi la più importante associazione umanitaria del mondo. Per la diversità delle azioni che sviluppa nel campo del soccorso, della salute e della solidarietà testimonia uno spirito all’avanguardia nella lotta a tutte le forme di sofferenza.

La Croce Rossa aiuta e sostiene le persone portatrici di handicap, assiste le persone in fin di vita, spezza le grandi solitudini. Ovunque vi sia sofferenza, soprattutto dove la dignità dell’uomo è ignorata, dove la società non sa più o non può più proporre soluzioni, là dove si manifesta un bisogno, dove non vi è più alcun rifugio, la Croce Rossa porta la sua esperienza acquisita in più di un secolo di tradizione.

Il comitato locale della Croce Rossa di Cuneo è parte integrante dell’Associazione della Croce Rossa Italiana, fondata il 15 giugno 1864. Ha per scopo l’assistenza sanitaria e sociale sia in tempo di pace che in tempo di conflitto. Ente di alto rilievo, ha come garanzia e guida delle azioni i sette Principi Fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa, che ne costituiscono lo spirito e l’etica: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità. Adottati nella 20a Conferenza Internazionale della Croce Rossa, svoltasi a Vienna nell’ottobre del 1965, i Principi Fondamentali sono garanti dell’azione del Movimento, ma anche della CRI e di ogni suo singolo volontario.

Maggiori informazioni si possono trovare qui.

La Croce Rossa di Cuneo durante la seconda guerra mondiale:

Il Comitato di Cuneo svolse un lavoro molto intenso e, già all’indomani dello scoppio del secondo conflitto mondiale, fu costretto ad affrontare e risolvere con i propri mezzi un’emergenza di ora in ora sempre più grave e preoccupante, soprattutto in conseguenza della sua posizione nevralgica nell’intenso e convulso traffico di rifornimento di uomini e materiali avviati al fronte alpino. La risalita delle truppe italiane attraverso le valli Po, Varaita, Maira, Grana, Stura, Gesso, Vermenagna e Roja per presidiare i confini con la Francia, aveva stravolto la vita e la fisionomia della città stessa, che andava assumendo sempre più il volto di una gigantesca piazza d’armi.

Nel giro di un paio di giorni venne istituito un posto di soccorso ferroviario, urgentemente reclamato dal passaggio di decine di migliaia di soldati, che per recarsi al fronte dovevano transitare nell’unico nodo ferroviario costituito appunto dalla stazione cuneese. Fu quindi decisa l’istituzione di altri stabilimenti per cui, nel giro di soli 3 giorni vennero attrezzati sia quello di prima cura al collegio San Tommaso, capace di 70 letti, sia quello di cura specializzata, ossia destinato al ricovero dei civili vittime delle incursioni aeree, nella villa Chierici in frazione Spinetta, provvisto di 100 letti.